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Solo l’amore trasforma

Una mamma missionaria con la sua famiglia, tornati dall’ultima esperienza albanese
di Marina Carone

Perché ogni anno scegliamo l’Albania? Difficile spiegarlo a chi ci conosce poco ed ignora il nostro stile di vita quotidiano.
Sembra una scelta fuori di testa, avventata, insolita. Oppure una vacanza simile a tante altre. Invece scegliere l’Albania - per noi - significa scegliere Gesù. La missione è il carisma che Egli ha consegnato alla nostra famiglia e che ci offre come strumento prezioso per renderci cristiani migliori, coraggiosi nell’amare.

Andare in Albania rappresenta per noi un pellegrinaggio interiore, che smonta le inutili costruzioni del benessere e ci riconsegna il necessario. Significa incontrarLo in fondo agli occhi buoni, semplici e sorridenti della nonnina dai capelli tinti di nero, col suo bel vestito tradizionale, che incontri per strada con le sue pecorelle e ti fa sentire a casa.
Significa riaccogliere nella nostra dimensione di famiglia metropolitana il gusto dell’essenziale e comprendere che la vita ha la stessa dignità e qualità, anche se vissuta senza aria condizionata, senza centri commerciali, senza specchi in cui riflettere le nostre incertezze, senza infinite schiere di palazzi di cemento.

Andare in Albania significa mettersi in relazione, con se stessi prima di tutto e poi con altri fratelli diversi culturalmente, ma non nella dimensione dell’Amore di Dio. Dallo scambio, dal confronto si acquista una mentalità nuova, si smussano spigolosità inutili, che ci impediscono di crescere come uomini. Ci si allena ad accogliere la diversità come principio fondamentale di uguaglianza e civiltà.
Questa è la consegna più bella che vorremmo donare alle nostre bimbe, Sofia e Chiara: la libertà di sentirsi figlie di Dio, in qualunque posto. Far comprendere loro che non sono le cose a fare le persone, ma è l’Amore che riesci a donare ed è la Bellezza di cui ti nutri a renderti realmente bello.
Vorremmo che nei loro occhi risplendesse l’oro del sole al tramonto su Nenshat e la Zadrima, quando tutto si tinge di rosso. L’aria si fa tersa e profumata ed il mondo si perde in questo incanto. Lo stesso incanto che abbiamo visto disegnato sui volti dei giovani della Gi.Fra., su quello degli sposi, i bambini, i frati missionari, che donano speranza a questa terra che nessuno vuole.

Sotto le stelle, seduti per terra, abbiamo cercato di costruire un Sogno comune, quello di un futuro che sia un’opportunità per tutti, che renda i popoli protagonisti della propria storia e doni dignità vera alle persone dovunque si trovino. Seduti per terra, con gli occhi rivolti all’unica vera Stella. Frati e famiglie, Italia e Albania. Con l’intima, profonda certezza che in Lui tutto è realmente possibile. E che l’Amore trasforma il cuore e la vita.

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